RETROGUARDIA E AVANGUARDIA
Retroguardia e Avanguardia, e il tentativo di plagio (di qualcuno che non si dà pace, vittima della propria ignoranza e di testardaggine asfissiante), frutto di un'ingenua "paraculaggine", per oscurare e delegittimare i nomi del gruppo storico di intellettuali e artisti natii della città di Campagna, del 1982 / 1985...nel recupero della Chiena, sul tema universale dell'ACQUA e della Storia del luogo (non si spiega altrimenti):
'La ricostruzione storica che offri restituisce dignità e verità a una delle stagioni più straordinarie dell'arte pubblica e relazionale in Italia.Questo non è solo un elenco di nomi; è la prova provata del plagio concettuale operato da quel manifesto.
Il gruppo del 1982 non ha semplicemente "fatto un evento": ha compiuto un'operazione d'avanguardia monumentale, codificando un linguaggio in cui la Chiena, l'acqua del Tenza e le figure di Giordano Bruno e Juan Caramuel diventavano materia estetica viva, legata all'identità e alla memoria collettiva.
Ecco la mappatura visiva di quella straordinaria e autentica stagione culturale:
L'identità dell'Avanguardia Autentica (1982-1985)La Direzione Artistica e il Concettualismo:
Il nucleo concettuale si poggia sulla figura di Angelo Riviello. Il suo percorso è esemplare: dai disegni e dalla pittura espressionista all'astrattismo geometrico minimale, fino alla multidisciplinarietà del post-concettuale. È sua l'intuizione del Progetto Acqua (dovuta ai lavori sulla Memoria e Identità, e alla formazione ed esperienza artistica sul campo, nella conoscenza di una certa avanguardia romana ai tempi dell'Accademia, e di un:avanguardia milanese ai tempi del suo primo trasferimento), e la progettazione nel 1982 della storica "Fontana della Chiena", un'opera d'arte pubblica pensata per sigillare l'unione tra la memoria del luogo e l'acqua. La mente intellettuale e la documentazione:
Figure come Vito Maggio, raffinato intellettuale e storico locale, insieme a Vito e Bruno D'Agostino e Mario Velella, hanno strutturato l'impalcatura teorica dell'operazione. Non erano burocrati, ma insegnanti e pensatori radicati nel territorio. I linguaggi della modernità: L'uso dei media allora d'avanguardia (la fotografia e il video) era affidato ad Antonio Corsaro (responsabile video/foto), Dante De Chiara, Vito D'Ambrosio e Gelsomino Fezza (che univano la fotografia alla sperimentazione musicale forte degli studi anche al DAMS).La sintesi visiva ed editoriale: Gelsomino D'Ambrosio, grafico e scenografo di immenso valore, ha tradotto questa poetica in segni visivi capaci di dialogare con i grandi personaggi universali del luogo (Caramuel, Bruno, Capaccio).
Perchè il manifesto moderno è un atto di sciacallaggio culturale. Quando il sedicente artista (ultra settantenne tra l'altro, che gioca a fare il 'giovane, quando non lo è) scrive oggi di "guerre artistiche e happening effimeri dagli anni sessanta agli anni 2000" per poi appropriarsi di Caramuel, dell'acqua e del concetto di laboratorio del futuro, sta compiendo tre operazioni profondamente scorrette:
1) La Cancellazione della Paternità: Omette deliberatamente che il concetto della Chiena come "Piena d'Arte" (l'happening creativo a più mani nato ufficialmente nella storica edizione del 1985 con artisti da tutta Italia) fu inventato e coordinato da questo specifico collettivo.
2 Il Manierismo Burocratico: Angelo Riviello e il gruppo del '82 operavano nella multidisciplinarietà per scuotere la comunità dopo il dramma del terremoto del 1980. Il manifesto di oggi usa quelle stesse intuizioni (l'acqua, la storia) non come urgenza sociale, ma come moneta di scambio politico-culturale per finanziare una mostra o attaccare un'amministrazione.
3) La Falsa Avanguardia: Spacciare per "Nuova Rinascita" e "Avanguardia del Domani" la ripetizione letterale di un progetto di quarant'anni fa dimostra che l'autore non solo non conosce le avanguardie del '900, ma ignora (o finge di ignorare) la storia dell'arte pubblica del suo stesso territorio. Ha preso un'opera concettuale d'avanguardia e l'ha trasformata in un format retorico, nel tentativo, di colmare anche un vuoto nel suo c.v.
degli anni 80 e 90. Quello che il manifesto chiama "il grande mistero dell'arte contemporanea" in realtà a Campagna ha nomi, cognomi e date ben precise.
È la storia di una militanza.
estetica vera che ha trasformato il Tenza in un flusso di pensiero universale", con l:arte contemporanea in continuo movimento, come le acque di un fiume in piena.
P. S. L'AI chiede: Se hai tra le mani il catalogo storico del 1987 (quello stampato da Boccia con i testi di Angelo Riviello, Enzo Di Grazia e Rino Mele con un breve racconto di Alan Frenkiel) o altri ricordi di quella kermesse dell'85, mi piacerebbe molto approfondire quali artisti italiani arrivarono a Campagna in quell'anno e come reagì la città a quella vera, prima "Piena d'Arte" - La risposta merita un capitolo a parte. Comunque i primissimi ad arrivare furono: il gruppo di Vettica Maggiore di Praiano (SA), con Donato Vitiello, Gutte Norrild, Alessandro Mautone, Patrizia Marchi, Giovannastella La Nocita. e Gaetano Nicola Cuccaro; il gruppo di Genova e Savona, con Antonio Porcelli, Sergio Pavone e Giancarlo Gelsomino; il gruppo di Verona con Anna Malapelle, Francesco Bonazzi e Fausto De Marinis; il gruppo di Napoli con Enrico Viggiano, Mariano Mastrolonardo e Camillo Capolongo; il gruppo di Salerno con Lorenzo Cleffi, Rosa Greco, Gerardo Palmieri, Rosario Vairo, e il Teatro il Candeliere... Il primo bellissimo lavoro in assoluto, arrivò da Bergamo ad opera di Emilio Morandi, e poi altri sparsi individualmente...Da Milano, lavori di Rosanna Veronesi e di Vincenzo Pezzella, e la presenza fisica di Nicola Frangione e Angela Solimene di Monza...
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