DICHIARAZIONE UFFICIALE DI PATERNITÀ
ARTISTICA E NOTA BIOGRAFICA STORICA SULLA " 'A CHIENA" DI CAMPAGNA
A cura del Maestro Angelo Riviello
Anrò
A tutela della verità storica,
scientifica e filologica dell'arte contemporanea italiana, si compila e si
pubblica la presente dichiarazione ufficiale. Questo documento definisce in
modo inequivocabile la genesi, lo sviluppo e la paternità intellettuale del
progetto concettuale e della Land Art legati alla "Chiena" di
Campagna (SA), a smentita di qualsiasi ricostruzione parziale, distorta o
priva di fondamento documentale.
1. La Genesi Concettuale (1982) e il
Primo Esperimento
Nel 1982, l'artista Angelo
Riviello Anrò ha l'intuizione pionieristica di trasformare la
"Chiena" del fiume Tenza — antica pratica di nettezza urbana per la
pulizia delle strade, caduta totalmente in disuso nel corso degli anni '70 — in
un'opera d'arte concettuale, spettacolo e Land Art.
L'obiettivo originario, teorizzato e coordinato da Angelo Riviello Anrò, era
l'utilizzo dell'elemento acqua come medium artistico contemporaneo e come
potente attrattore culturale e turistico per il territorio. Il primo
esperimento, svoltosi nel 1982, registrò un immediato e straordinario successo
di critica e di pubblico.
Anteprima del recupero, che anticipa la Chiena, nella serie "Identità e Memoria", fu la realizzazione di un film super 8, come esperienza di Cinema d'Artista e Underground, intitolato "il Sciumare",nel 1977, cinque anni prima del recupero dell'evento fluviale, nel 1982, e due anni dopo il terremoto del 1980. Un film a colori sul tema dell'Acqua, e i bagni al fiume, riversato in video VHS, negli anni 90 e acquisito nel 1996 dalla Galleria d'Arte Contemporanea di Torino (la GAM), in buona compagnia di alcuni dei grandi maestri d'avanguardia, dell'Arte Moderna e Contemporanea.
2. La Consacrazione Nazionale: La
Kermesse del 1985 e il Libro-Catalogo Ufficiale
Nel 1985, l'ideazione
concettuale si struttura in una grande Kermesse Nazionale d'Arte
Contemporanea, ideata e diretta da Angelo Riviello Anrò. L'evento proietta
la "Chiena" alla ribalta nazionale, attirando l'attenzione della
critica specializzata, dei media e delle istituzioni artistiche italiane.
A testimonianza e certificazione
permanente dell'intera operazione artistica del 1985, è stato realizzato il
fondamentale Libro-Catalogo (italiano/inglese) dal titolo "'A CHIENA
A CAMPAGNA - KERMESSE NAZIONALE D'ARTE CONTEMPORANEA" (Edizioni Museo
Campagna). Sebbene la pubblicazione sia stata posticipata di due anni per
oggettivi motivi economici — venendo data alle stampe nel gennaio 1987
dalla Tipografia Boccia di Salerno per conto del Comune di Campagna — il
volume costituisce la prova documentale ufficiale e inattaccabile della
paternità del progetto. Il catalogo contiene i testi teorici del curatore e
ideatore Angelo Riviello Anrò, del critico d'arte Enzo Di Grazia, del professor
Rino Mele.e dello scrittore Alan Frenkiel.
Il progetto è proseguito sotto la costante direzione e visione di Angelo Riviello Anrò fino al 1994 come un vero e proprio work in progress identitario, capace di generare un flusso turistico e un'economia laddove, prima di allora, non erano mai esistiti.
Nel 1994, purtroppo, con l'interruzione della Direzione Artistica di Angelo Riviello, sfumò anche un prosieguo "spontaneo" e consequenziale, del progetto, con i primi trasferimenti di artisti in loco (dalla Svizzera interna, e dalla Toscana) , della realizzazione di una Città dell'Arte, (nella parte antica di Campagna (tra San Bartolomeo, con la sede del Museo, e il quartiere di Zappino) nell'invenzione di un nuovo luogo deputato, due anni prima della Cittadella dell'Arte del maestro Michelangelo Pistoletto a Biella.
3. La Fontana della Chiena
(Progettazione 1982 - Realizzazione 1994)
Pienamente integrata in questo
disegno artistico è la Fontana della Chiena, opera post-concettuale
concepita e progettata da Angelo Riviello Anrò nel 1982 ed eseguita nel 1994.
L'opera è caratterizzata dal recupero di elementi lapidei, pietre e frammenti
di terracotta, sostenuti da un'ossatura in ferro e cemento armato bianco.
L'iter progettuale ha visto la sua
prima fondamentale storicizzazione nell'esposizione pubblica del bozzetto
plastico tridimensionale dell'opera, presentato alla cittadinanza nel 1982
per raccogliere il supporto della comunità; l'iniziativa culminò nello
straordinario riscontro di oltre 500 firme di cittadini raccolte in soli tre
giorni e depositate presso gli uffici comunali per richiederne formalmente
la realizzazione.
L'opera non è un semplice monumento
statico, ma una vera e propria sculto-architettura – secondo l'illustre
e puntuale definizione critica di Enrico Crispolti – espressamente
pensata e strutturata dall'autore come scenografia permanente dell'evento
fluviale. Attraverso un sistema di gradoni esterni e interni, questa
scultura d'uso pubblica e praticabile interagisce dinamicamente con il
pubblico, che può abitarla e percorrerla fisicamente proprio durante i momenti
di deviazione del flusso d'acqua, formando una piccola cascata suggestiva e coinvolgente..
Il manufatto è stato ufficialmente donato
dall'autore al Comune di Campagna tramite l'Associazione "Giordano
Bruno" e la Pro Loco Città di Campagna, configurandosi come intervento
di Arte Pubblica a beneficio della comunità. Si ribadisce che il ruolo di
intermediazione delle suddette associazioni e la conseguente proprietà fisica
della struttura da parte dell'Ente Comunale non inficiano, né cancellano, i
diritti d'autore e di paternità intellettuale, che rimangono per legge
perpetui, inalienabili e legati unicamente al nome del Maestro Angelo Riviello
Anrò.
4. Diffida e Tutela dei Diritti
d'Autore (Legge n. 633/1941)
Si ricorda che, ai sensi della Legge
22 aprile 1941 n. 633 sulla protezione del diritto d'autore, il Diritto
Morale di Paternità dell'Opera (Art. 20) è imprescrittibile, inalienabile e
perpetuo.
Pertanto, con il presente testo, si
diffida chiunque dal:
·
Attribuirsi
pubblicamente o privatamente l'ideazione, la co-ideazione o la paternità del
progetto concettuale della "Chiena" come evento d'arte contemporanea
o installazione ambientale.
·
Inserire nel
proprio portfolio, sito web, cataloghi o curriculum vitae la
"Fontana della Chiena" (1994) o dettagli architettonico-funzionali di
essa (inclusa la concezione della sua praticabilità tramite gradoni e la sua
natura di sculto-architettura), nel tentativo di appropriarsi della sua
esecuzione o paternità intellettuale.
·
Copiare,
scopiazzare o riprodurre senza citazione della fonte i testi, le analisi
teoriche, i termini mutuati dalla critica ufficiale (tra cui Crispolti, Di
Grazia, Mele) e gli scritti pubblicati dal Maestro Angelo Riviello Anrò su
questo blog o sui canali social.
La documentazione storica originale
— inclusi gli atti di donazione, i disegni progettuali esecutivi realizzati nello studio di architettura di Gerardo e Isidoro Marzullo,e il bozzetto plastico
originario, le testimonianze e i riscontri dell'avvenuto deposito della
raccolta firme popolare del 1982, il Libro-Catalogo ufficiale stampato nel
1987, il filmato documentario d'archivio originale del 1994 (riprese
integrali non montate di Antonio Corsaro resp. sez. foto e video), i manifesti (anni 80-90-duemila), la rassegna stampa 1982-1994, e dal 2006 al 2015 (come Utopia Contemporary Art), le
delibere comunali e le fotografie d'epoca — è debitamente archiviata e
custodita a futura memoria e per ogni eventuale azione di tutela legale nelle
sedi opportune.
Campagna, 11 – agosto – 2026
Firma:
Maestro Angelo Riviello Anrò
Il Maestro Angelo
Riviello Anrò pubblica una dichiarazione
ufficiale per riaffermare la paternità intellettuale del progetto "’ A Chiena"
di Campagna (SA), avviato nel 1982 come opera d'arte contemporanea. Il
documento ripercorre la storia dell'evento, la creazione della "Fontana
della Chiena" , la nuova denominazione “ ‘A Chiena Art Festival “, e
diffida chiunque dall'attribuirsi tali opere, tutelandone i diritti morali.
A ulteriore conferma dell'attivismo culturale legato al progetto e al work in progress della Chiena, si rammenta lo straordinario fermento del "Museo Vivo" presso il nascente Museo di San Bartolomeo (oggi Polo Museale in via di definizione). In tale contesto, gli artisti risiedevano e creavano laboratori per circa un mese, donando poi le proprie opere alla ,comunità. Si ringraziano il gruppo di intellettuali con Bruno e Vito D'Agostino, Vito Maggio, e Mario Velella, e di artisti in loco come Antonio Corsaro (fotografia e video), Vito D'Ambrosio (Fotografia e Musica), Dante De Chiara (Fotografia), Gelsomino Fezza (Fotografia e Musica), e Gelsomino D'Ambrosio da Salerno (Grafica e Visual Design) che condivisero il progetto e compagni di strada dell'avanguardia del 1985 e degli anni successivi, tra cui gli artisti Alessandro Mautone (famosa la sua scultura mobile, in ferro che evocava la ruota di un mulino ad acqua nel fiume Tenza, muovendosi con l'acqua stessa), Donato Vitiello e Gutte Norrild, con le loro due bimbe Anastasia e Petruska, Patrizia Marchi, Gaetano Nicola Cuccaro, Fausto De Marinis, Anna Malapelle, Antonio Porcelli, Sergio Pavone, Beppe Schavetta, Vito Sersale, Alba Savoi, Gisella Meo, Vincenzo Epifani, Gerardo Palmieri, Rosario Vairo, Camillo Capolongo, e Alfonso Filieri (impegnati nei laboratori e azioni nell'acqua) Francesco Bonazzi (autore di una performance fortemente coinvolgente con il pubblico), l'azione musicale nel Chiostro del Museo, di Riccardo Bergamini con il suo sax, e la prima opera che arrivò a Campagna, da Bergamo sul tema dell'Acqua e della Chena di Emilio Morandi. e subito dopo le opere di Rosanna Veronesi e Vincenzo Pezzella da Milano, Elisabetta Gut da Roma, e le opere di Lucia Buono, Lisa Pintucci e Giuseppe Pipoli da Bari, Si ricorda in questo alveo l'azione dello stesso Angelo Riviello Anrò, autore della storica performance del 1988 incentrata sul dipingere l'acqua con i colori della bandiera italiana; l'azione-installazione nella Chiena di Arcangelo Moles; gli interventi di Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro e Lorenzo Scotto, protagonisti nel 1992 di una performance fortemente coinvolgente nella Chiena ("La Sposa"), un'altra performance di Fulgor Silvi, e un'installazione di Alfonso Mangone e di Emidio Mangone, e una lunga Performance di Sebastiano Fini (dove tra i figuranti collaborarono anche gli artisti venezuelani, Aitor Romano e Josè Bravo) nel 1994, tra i ruderi della Chiesa della Concezione, dell'ex Convento degli Osservanti (prima del recupero minimale dal vecchio progetto dell'arch. Roberto Massi, degli anni 80, da destinare a Ostello per la gioventù, per studiosi e artisti, con servizio di ristorazione interna, dopo l'abbattimento ingiustificato con la ruspa selvaggia)..


















