martedì 11 agosto 2026

La Vera Storia della 'A Chiena di Campagna: Paternità Artistica di Angelo Riviello Anrò

 

DICHIARAZIONE UFFICIALE DI PATERNITÀ ARTISTICA E NOTA BIOGRAFICA STORICA SULLA " 'A CHIENA" DI CAMPAGNA

A cura del Maestro Angelo Riviello

A tutela della verità storica, scientifica e filologica dell'arte contemporanea italiana, si compila e si pubblica la presente dichiarazione ufficiale. Questo documento definisce in modo inequivocabile la genesi, lo sviluppo e la paternità intellettuale del progetto concettuale e della Land Art legati alla "Chiena" di Campagna (SA), a smentita di qualsiasi ricostruzione parziale, distorta o priva di fondamento documentale.

1. La Genesi Concettuale (1982) e il Primo Esperimento

Nel 1982, l'artista Angelo Riviello ha l'intuizione pionieristica di trasformare la "Chiena" del fiume Tenza — antica pratica di nettezza urbana per la pulizia delle strade, caduta totalmente in disuso nel corso degli anni '70 — in un'opera d'arte concettuale, spettacolo e Land Art.
L'obiettivo originario, teorizzato e coordinato da Angelo Riviello, era l'utilizzo dell'elemento acqua come medium artistico contemporaneo e come potente attrattore culturale e turistico per il territorio. Il primo esperimento, svoltosi nel 1982, registrò un immediato e straordinario successo di critica e di pubblico
. 

Anteprima del recupero, che anticipa la Chiena, nella serie "Identità e Memoria", fu la realizzazione di un film super 8, come esperienza di Cinema d'Artista e Underground, intitolato "il Sciumare",nel 1977, cinque anni prima del recupero dell'evento fluviale, nel 1982, e due anni dopo il terremoto del 1980. Un film a colori sul tema dell'Acqua, e i bagni al fiume, riversato in video VHS, negli anni 90 e acquisito nel 1996 dalla Galleria d'Arte Contemporanea di Torino (la GAM), in buona compagnia di alcuni dei grandi maestri d'avanguardia, dell'Arte Moderna e Contemporanea. 

2. La Consacrazione Nazionale: La Kermesse del 1985 e il Libro-Catalogo Ufficiale

Nel 1985, l'ideazione concettuale si struttura in una grande Kermesse Nazionale d'Arte Contemporanea, ideata e diretta da Angelo Riviello. L'evento proietta la "Chiena" alla ribalta nazionale, attirando l'attenzione della critica specializzata, dei media e delle istituzioni artistiche italiane.

A testimonianza e certificazione permanente dell'intera operazione artistica del 1985, è stato realizzato il fondamentale Libro-Catalogo (italiano/inglese) dal titolo "'A CHIENA A CAMPAGNA - KERMESSE NAZIONALE D'ARTE CONTEMPORANEA" (Edizioni Museo Campagna). Sebbene la pubblicazione sia stata posticipata di due anni per oggettivi motivi economici — venendo data alle stampe nel gennaio 1987 dalla Tipografia Boccia di Salerno per conto del Comune di Campagna — il volume costituisce la prova documentale ufficiale e inattaccabile della paternità del progetto. Il catalogo contiene i testi teorici del curatore e ideatore Angelo Riviello, del critico d'arte Enzo Di Grazia, del professor Rino Mele.e dello scrittore Alan Frenkiel.

Il progetto è proseguito sotto la costante direzione e visione di Angelo Riviello fino al 1994 come un vero e proprio work in progress identitario, capace di generare un flusso turistico e un'economia laddove, prima di allora, non erano mai esistiti.  

Nel 1994, purtroppo, con l'interruzione della Direzione Artistica di Angelo Riviello, sfumò anche un prosieguo "spontaneo" e consequenziale, del progetto, con i primi trasferimenti di artisti in loco (dalla Svizzera interna, e dalla Toscana) , della realizzazione di una Città dell'Arte, (nella parte antica di Campagna (tra San Bartolomeo, con la sede del Museo, e il quartiere di Zappino) nell'invenzione di un nuovo luogo deputato, due anni prima della Cittadella dell'Arte del maestro Michelangelo Pistoletto a Biella. 

3. La Fontana della Chiena (Progettazione 1982 - Realizzazione 1994)

Pienamente integrata in questo disegno artistico è la Fontana della Chiena, opera post-concettuale concepita e progettata da Angelo Riviello nel 1982 ed eseguita nel 1994. L'opera è caratterizzata dal recupero di elementi lapidei, pietre e frammenti di terracotta, sostenuti da un'ossatura in ferro e cemento armato bianco.

L'iter progettuale ha visto la sua prima fondamentale storicizzazione nell'esposizione pubblica del bozzetto plastico tridimensionale dell'opera, presentato alla cittadinanza nel 1982 per raccogliere il supporto della comunità; l'iniziativa culminò nello straordinario riscontro di oltre 500 firme di cittadini raccolte in soli tre giorni e depositate presso gli uffici comunali per richiederne formalmente la realizzazione.

L'opera non è un semplice monumento statico, ma una vera e propria sculto-architettura – secondo l'illustre e puntuale definizione critica di Enrico Crispolti – espressamente pensata e strutturata dall'autore come scenografia permanente dell'evento fluviale. Attraverso un sistema di gradoni esterni e interni, questa scultura d'uso pubblica e praticabile interagisce dinamicamente con il pubblico, che può abitarla e percorrerla fisicamente proprio durante i momenti di deviazione del flusso d'acqua, formando una piccola cascata suggestiva e coinvolgente..

Il manufatto è stato ufficialmente donato dall'autore al Comune di Campagna tramite l'Associazione "Giordano Bruno" e la Pro Loco Città di Campagna, configurandosi come intervento di Arte Pubblica a beneficio della comunità. Si ribadisce che il ruolo di intermediazione delle suddette associazioni e la conseguente proprietà fisica della struttura da parte dell'Ente Comunale non inficiano, né cancellano, i diritti d'autore e di paternità intellettuale, che rimangono per legge perpetui, inalienabili e legati unicamente al nome del Maestro Angelo Riviello.

4. Diffida e Tutela dei Diritti d'Autore (Legge n. 633/1941)

Si ricorda che, ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633 sulla protezione del diritto d'autore, il Diritto Morale di Paternità dell'Opera (Art. 20) è imprescrittibile, inalienabile e perpetuo.

Pertanto, con il presente testo, si diffida chiunque dal:

·        Attribuirsi pubblicamente o privatamente l'ideazione, la co-ideazione o la paternità del progetto concettuale della "Chiena" come evento d'arte contemporanea o installazione ambientale.

·        Inserire nel proprio portfolio, sito web, cataloghi o curriculum vitae la "Fontana della Chiena" (1994) o dettagli architettonico-funzionali di essa (inclusa la concezione della sua praticabilità tramite gradoni e la sua natura di sculto-architettura), nel tentativo di appropriarsi della sua esecuzione o paternità intellettuale.

·        Copiare, scopiazzare o riprodurre senza citazione della fonte i testi, le analisi teoriche, i termini mutuati dalla critica ufficiale (tra cui Crispolti, Di Grazia, Mele) e gli scritti pubblicati dal Maestro Angelo Riviello su questo blog o sui canali social.

La documentazione storica originale — inclusi gli atti di donazione, i disegni progettuali esecutivi realizzati nello studio di architettura di Gerardo e Isidoro Marzullo,e il bozzetto plastico originario, le testimonianze e i riscontri dell'avvenuto deposito della raccolta firme popolare del 1982, il Libro-Catalogo ufficiale stampato nel 1987, il filmato documentario d'archivio originale del 1994 (riprese integrali non montate di Antonio Corsaro resp. sez. foto e video), i manifesti (anni 80-90-duemila), la rassegna stampa 1982-1994, e dal 2006 al 2015 (come Utopia Contemporary Art),  le delibere comunali e le fotografie d'epoca — è debitamente archiviata e custodita a futura memoria e per ogni eventuale azione di tutela legale nelle sedi opportune.

Campagna, 13 – agosto – 2026

Firma:
Maestro Angelo Riviello


Il Maestro Angelo Riviello, pubblica una dichiarazione ufficiale per riaffermare la paternità intellettuale del progetto "’ A Chiena" di Campagna (SA), avviato nel 1982 come opera d'arte contemporanea. Il documento ripercorre la storia dell'evento, la creazione della "Fontana della Chiena" , la nuova denominazione “ ‘A Chiena Art Festival “, e diffida chiunque dall'attribuirsi tali opere, tutelandone i diritti morali.

N.B. (Nota di Memoria Storica, Critica e Sociale):
A ulteriore conferma dell'attivismo culturale legato al progetto e al work in progress della Chiena, si rammenta lo straordinario fermento del "Museo Vivo" presso il nascente Museo di San Bartolomeo (oggi Polo Museale in via di definizione). In tale contesto, gli artisti risiedevano e creavano laboratori per circa un mese, donando poi le proprie opere alla ,comunità. Si ringraziano il gruppo di intellettuali con
Bruno e Vito D'Agostino, Vito Maggio, e Mario Velella, e di artisti in loco come Antonio Corsaro (fotografia e video), Vito D'Ambrosio (Fotografia e Musica), Dante De Chiara (Fotografia), Gelsomino Fezza (Fotografia e Musica), e Gelsomino D'Ambrosio da Salerno (Grafica e Visual Design) che condivisero il progetto e compagni di strada dell'avanguardia del 1985 e degli anni successivi, tra cui gli artisti Alessandro Mautone (famosa la sua scultura mobile, in ferro che evocava la ruota di un mulino ad acqua nel fiume Tenza, muovendosi con l'acqua stessa), Donato Vitiello e Gutte Norrild, con le loro due bimbe Anastasia e Petruska, Patrizia Marchi, Gaetano Nicola Cuccaro, Fausto De Marinis, Anna Malapelle, Antonio Porcelli, Sergio Pavone, Beppe Schavetta, Vito Sersale, Alba Savoi, Gisella Meo, Vincenzo Epifani, Gerardo Palmieri, Rosario Vairo, Camillo Capolongo, e Alfonso Filieri (impegnati nei laboratori e azioni nell'acqua) Francesco Bonazzi (autore di una performance fortemente coinvolgente con il pubblico), l'azione musicale nel Chiostro del Museo, di Riccardo Bergamini con il suo sax, e la prima opera che arrivò a Campagna, da Bergamo sul tema dell'Acqua e della Chena di Emilio Morandi. e subito dopo le opere di Rosanna Veronesi e Vincenzo Pezzella da Milano, Elisabetta Gut da Roma, e le opere di Lucia Buono, Lisa Pintucci e Giuseppe Pipoli da Bari, Si ricorda in questo alveo l'azione dello stesso Angelo Riviello, autore della storica performance del 1988 incentrata sul dipingere l'acqua con i colori della bandiera italiana; l'azione-installazione nella Chiena di Arcangelo Moles; gli interventi di Giulia Piscitelli, Pasquale Cassandro e Lorenzo Scotto, protagonisti nel 1992 di una performance fortemente coinvolgente nella Chiena ("La Sposa"), un'altra performance di Fulgor Silvi, e un'installazione di Alfonso Mangone e di Emidio Mangone, e una lunga Performance di Sebastiano Fini  (dove tra i figuranti collaborarono anche gli artisti venezuelani, Aitor Romano e Josè Bravo) nel 1994, tra i ruderi della Chiesa della Concezione, dell'ex Convento degli Osservanti (prima del recupero minimale dal vecchio progetto dell'arch. Roberto Massi, degli anni 80, da destinare a Ostello  per la gioventù, per studiosi e artisti, con servizio di ristorazione interna, dopo l'abbattimento ingiustificato con la ruspa selvaggia)..
Un capitolo a parte merita la figura del compianto Gino Scannapieco (fedelissimo collaboratore), che negli anni 90, soprattutto tra il 1992 e il 1994, da ipovedente, fu "portatore di luce",per tutti gli artisti, guidati a piedi fino a San Bartolomeo, che arrivavano a Campagna, aspettandoli a Sant'Antonio, l'ingresso della città. Nel 1994, fu ospite nel Museo, anche il compianto Ferruccio Massimi, con la moglie Franca Savarese e i suoi due figli, Gea ed Efebo) uno scrittore, teorico, ed editore di Roma (Edz. EurAsia), che diede un contributo significativo al dibattito in corso.. 
Anni dopo, nel 2006 e 2007, si rammentano gli straordinari apporti di Giuseppe Zevola (autore di un memorabile monologo teatrale dal titolo "io Giordano Bruno"), l'opera sul filosofo di Nola, e  un'opera sul filosofo di Nola, di Franco Tripodi (compagno di strada della Milano degli anni '70,  esposta nella collettiva al Museo), la prestigiosa mostra personale di Giannetto Bravi allestita nelle sale del Palazzo di Città, e gli interventi di Dario Carmentano (autore della zattera sul Tenza nel 2006) e dello svizzero Peter Fraefel (autore del Pesce-Lupo ispirato ad Alexander Calder). Si rammentano altresì le performance sulle sponde del fiume Tenza di Roberto Scala e di Lulu Lolo (artista performer americana di origine italiana); l'azione nell'acqua della Chiena di Irina Danilova (artista ucraina residente negli USA); la performance "Ofelia" nel fiume Tenza dell'artista tedesca Iris Selke (da Berlino); fino agli interventi di "Argilla Teatri" di Vincenzo Cozzi e Isabella Moroni, di Roma, di Rino Telaro e Giorgio Scotti rappresentanti del gruppo "Manifesto Brut", autori di un'installazione scultorea nel fiume e di una performance nella Chiena nel 2015.
Si ringrazia inoltre l'attenzione critica e filologica che lega storicamente questo percorso ai grandi teorici dell'arte contemporanea, a partire dal professor Angelo Trimarco e dal teorico Giuseppe Siano, fino alle più recenti e autorevoli sponde della critica militante e istituzionale, tra cui il critico Massimo Sgroi ed Eugenio Viola (direttore artistico del Museo MADRE ed erede della grande Scuola di Critica d'arte di Salerno fondata da Filiberto Menna, Achille Bonito Oliva e Angelo Trimarco). Un ringraziamento va anche e soprattutto a Gianpaolo Cacciottolo, giovane direttore artistico del Civico Museo Archivio Campagna ed ex allievo della Fondazione Bianca-Menna, impegnato nel ricollegare il festival dell'acqua alle sue legittime radici storiche degli anni '80 e '90, e nel tentativo di ripresa, prima con la Rassegna "Le Porte  dell'Arte" (con un successo strepitoso a livello nazionale) nel coordinamento artistico di Angelo Riviello e Vito Sersale del Comitato promotore (con due sezioni a cura di Ferruccio Massimi & Franca Savarese, e Cristina Tafuri - Catalogo nelle edizioni del Comune di Campagna-Stampa Grafica Ebolitana, 1997), e poi con Utopia Contemporary Art, dal 2005/2006 al 2015,sempre  sotto la direzione artistica, e con testi, dello stesso Angelo Riviello.
Altresì, la paternità e la natura collettiva di quella fucina d'idee trovano memoria storica e testimonianza vivente negli abitanti del quartiere di San Bartolomeo che partecipavano attivamente ai dibattiti serali nel chiostro, nella frescura serale e notturna di un'estate torrida. Si ricordano con stima Gelsomino Granito e Marsiglia Ruggia, la storica bottegaia di generi alimentari Elisa (moglie di Cosimo Granito, perso prematuramente), e l’ex segretario della Pro Loco degli anni '80 oggi in pensione Angelo Magliano. Si ricorda inoltre con profondo orgoglio la partecipazione del Maestro Daniele Gibboni, provetto violinista che tenne insieme ad altri, un memorabile concerto di musica classica nel chiostro del Museo (padre del celebre Giuseppe Gibboni, vincitore del prestigioso Premio "Niccolò Paganini" nel 2021 - edizione 56ª). 
Un ringraziamento speciale va ai giovani del quartiere di allora che offrirono braccia e passione per le azioni d'avanguardia: tra loro, Anna Caponigro e Rosaria Di Novi, che aiutarono a costruire manualmente le 500 barchette di carta lanciate nella Chiena, dove Pina Fernando con i suoi bambini offrì un aiuto prezioso per far navigare i piccoli battelli durante le performance collettive. Infine, si rende merito al contributo notevole e quasi quotidiano dei ragazzi del quartiere di allora, oggi padri di famiglia — Cosimo Perna, Carlo Perna, Manilo Granito — e del caro Massimo Scotese (scomparso prematuramente), i quali si dedicarono al recupero etico e rigoroso di oggetti del mondo contadino dalle case terremotate ormai abbandonate e con porte sfondate, salvandoli dall'oblio per costituire la sezione etno-antropologica del Museo. La loro memoria condivisa resta l'argine definitivo contro ogni tentativo di alterazione della verità storica di questa kermesse. 
https://it.wikipedia.org/wiki/Fontana_della_Chiena