sabato 18 ottobre 2014

Mail Art

Mail Art

Dalla mostra "ANTICIPAZIONI"
(piccole/grandi opere)
25-10/4-11- 2014
Coordinamento Artistico di Elena P.Dell'Andrea
Sale Espositive Centro Culturale Galuppi
Via S. Mauro, 107
Burano - Venezia
Esposizione internazionale di Mail Art del Manifesto Brut
Con:
Maya Pacifico, Eric Legrain, Rino Telaro, Michael Beauvent, Winny Tewes, Rocco Sciaudone, Elena P. Dell’Andrea, Roberto Scala, Irina Danilova, Roberta Filippi, Thomas Scalco, Peppe Esposito, Pino Lauria, Angelo Riviello, Anna Colmayer, Alfonso Caccavale.

"Antizipation - La Fame e il Sonno", 2011, 13x18 cm.

sabato 20 settembre 2014

Da "Napoli Art Magazine" - intervista di Domenico Mimmo Di Caterino

Da "Napoli Art Magazine", 18 settembre 2014
Il primo blog di Arte e Cultura a Napoli - intervista di Domenico Mimmo Di Caterino

"Ecco a voi l'artista che ha riesumato la "Chiena" di Campagna trasformandola in opera d'arte. Domenico Mimmo Di Caterino intervista per voi Angelo Riviello. Onorato di ospitarli sul nostro Magazine".

http://www.napoliartmagazine.it/?p=403

Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista Angelo Riviello.

Angelo Riviello: spazzato via dal mercato della Transavanguardia.Angelo Riviello è un artista campano (Italia). Vive in provincia di Salerno e in giro per l’Europa (quando può). Usa ogni mezzo tecnico
espressivo…

Partiamo da un dato di fatto, l’impegno politico del tuo lavoro, di artista come di curatore; da sempre approfondisci problematiche complesse legate al sistema dell’arte Italia è hai compiuto anche il miracolo Campagna, ovvero quello di fare ragionare sulle problematiche dell’arte contemporanea, una tranquilla comunità periferica, il luogo comune vuole che di arte contemporanea si possa ragionare solo in luoghi, spazi e metropoli preposte, tu con la tua esperienza hai dimostrato il contrario, come è stato possibile? Come ha reagito Campagna all’arte contemporanea (anche di spessore internazionale) che hai proposto?
Dopo il mio soggiorno a Roma, e soprattutto a Milano, e dopo aver constatato, che l’arte (quella determinata dal sistema) prendeva un’altra piega dalla mia ricerca,  per me restare in quei siti, era inutile, a meno che non mi rimettessi a dipingere per vivere di pittura, rientrai a casa, in una tranquilla comunità periferica, come tu dici (a 30 Km da Salerno e 100 da Napoli), teatro della mia identità culturale, storica e antropologica, dalla quale non mi ero mai staccato.Con quella cultura, ci lavoravo con la mia ricerca, nel mio andirivieni da “pendolare” dal sud al nord, e grazie a quel nord, in una realtà urbana da grande metropoli (quasi newyorkese), pensavo al sud in modo distaccato per cogliere ciò che mi interessava mettere in risalto, vivevo, vendendo libri a rate della Casa Editrice Einaudi (spostandomi in biciletta per le vie di Milano).La tradizione, per me, è stata (ed è), la base per guardare avanti, nel tentativo di realizzare un mio concetto di “ricerca”.Una volta a casa, e cioè in Campania, e precisamente a Campagna, in provincia di Salerno, mi trovai dopo due anni nel bel mezzo di un terremoto del 23-11-1980, che causò nella sua tragica conseguenza oltre tremila morti, in tutta l’area del cratere, sconvolgendo un intero mondo antropologico, religioso e culturale. Non poca fu la rabbia, lo spaesamento e la paura di un futuro possibile. Rimboccandomi le maniche, ben presto mi trovai impegnato su tre fronti: 
Quello della SALVAGUARDIA del patrimonio esistente della mia città, attraverso i suoi segni portanti, e in tale specifico, il canale dell’acqua del fiume Tenza (dove ha origine la deviazione delle acque che generano la “Chiena”) era uno di questi, fondamentale, per ridare speranza ad una comunità dell’entroterra colpita dal sisma (lontana dai soliti itinerari di interesse), come tante altre realtà del cratere, nel progettare un futuro possibile, per il richiamo di un turismo sostenibile.
QUELLO DEL RECUPERO, come conseguenza nei fatti, nell’estate del 1982.
LA NUOVA DESTINAZIONE D’USO, attraverso l’arte e la cultura del presente (dal 1985 al 1994, con una ripresa nel 1997, e poi dal 2005 al 2011-2012, con la recente partecipazione anche di artisti stranieri di diverse nazionalità (tra cui alcuni che vivono a New York), per far rientrare l’arte (“messa intanto da parte”, guarda caso, non dalla gente del posto ma dalle solite istituzioni), proposta dall’Associazione “Utopia Contemporary Art”, ma senza esito, data la scarsità di fondi e l’insensibilità politico- amministrativa, a parte la crisi.

Tu parli di miracolo?
Possibile, certo, con la sola forza delle idee, ma agli inizi, nel recuperare la “Chiena” nel 1982, e trasformata in “opera d’arte” nel 1985 (nella metamorfosi, da evento tradizionale, locale, a evento universale), grazie ad una situazione interna di supporto basilare con persone del posto, ma soprattutto, per la creatività riscontrata e alla qualità delle operazioni di interventi nell’acqua (unitamente ad un uso ecologico e ludico dell’evento), nella collaborazione di numerosi artisti (dissidenti nei confronti della Transavanguardia), coinvolti con un invito aperto (dato che il sistema guardava da un’altra parte), provenienti da ogni parte d’Italia (alcuni dei quali stranieri, i primi di una serie), dando loro vitto e alloggio (in parte nell’ex convento dei Frati Domenicani, di Giordano Bruno, per farne una Casa/Museo/Laboratorio, e in parte nei prefabbricati del dopo sisma, attrezzati e dotati di doccia), senza i quali era impossibile che tutto ciò avvenisse. 
Oggi a distanza di 32 anni, la “Chiena”, con il suo canale, che una volta portava acqua ai mulini, ai pastifici, alle cartiere, alla centrale idrico-elettrica, e serviva a pulire le strade del centro storico attraversate, una volta anche da pecore, asini e muli (oltre che a rinfrescare d’estate il corso principale della città), viene riconosciuta dal MiBACT, come un evento di straordinaria bellezza.

Non ti nascondo, che prima di tale riconoscimento, e su sollecitazioni di amici artisti (tra i quali alcuni napoletani), come Associazione “Utopia” abbiamo pensato ad una possibile “storicizzazione” di tale situazione, per consentire una dignitosa esposizione permanente in loco, delle opere prodotte in quelgi anni 80 e 90 (fino alle ultime di mail art e di video arte), mediante una mostra documentaria in un luogo deputato istituzionale, di una grande città come Napoli, ovviamente con l’avallo e il supporto logistico, soprattutto, dell’Ente locale (con la speranza che si possano accodare anche Provincia e Regione e lo stesso MiBACT, altrimenti faremo senza).

Prima di tornare in Campania sei stato molto in giro, da artista, quando racconti del tuo lavoro ti consideri uno “spazzato via dalla Transavanguardia”, cosa vuoi dire di preciso?Tu sei un artista che attraversa generi e linguaggi dell’arte, forte della sua capacità di concettualizzazione poetica che piega il media che affronta, alludi alla costruzione teorica della “Transavanguardia” che per motivi di mercato limitava in quegli anni la ricerca artistica degna d’attenzione alle sole arti classiche?
 Ho usato un termine per esprimere con maggiore chiarezza, il contesto in cui mi sono trovato ad operare in quella fine degli anni 70 (1975/1978), e a proporre un mio lavoro che principalmente verteva sulla memoria & identità, senza fronzoli inutili o nostalgici, ma per raccontare delle storie in modo atipico e inusuale, sottolineando certi aspetti “trasgressivi”; mettere a nudo tabù e ipocrisie di una società piccolo borghese, cattolica e reazionaria,  valorizzando la cultura contadina, attraverso alcuni mezzi (dopo le prime esperienze pittoriche), con la fotografia e i film “fatti in casa” (in 8 mm. e super 8, oggi riversati in video digitale mini-dv, dopo un primo riversamento in VHS verso la fine degli anni 90)…

Perché “spazzato” via dalla Transavanguardia? Perché tale movimento, che alla grande celebrava un ritorno all’ordine, nel recupero di una manualità, per un decorativismo pittorico tout court, voluto fortemente dal mercato, chiuse inevitabilmente le porte a certe esperienze (non solo mie, ma di tanti altri, dei quali alcuni si convertirono). Esperienze (tra quelle conosciute e non), che riapparvero dopo oltre un decennio, dagli inizi anni 90 in poi…

I linguaggi dell’arte stanno mutando, questo secolo sembra avere sostituito agli intermediari del secolo passato, applicazioni e monitor di pc, parallelamente gli artisti sembrano ancorati al secolo passato e appaiono incapaci di usare questo grande vuoto (dettato anche dalla crisi economica) per elaborare nuove problematiche e nuove risposte linguistiche alla mutazione in corso, siamo davanti alla possibilità di ritrovarci una generazione asettica e acritica di artisti eterodiretti che si muovono soltanto da professionisti che seguono e inseguito un mercato costruito a tavolino o intravedi vie di fuga a tutto questo?
L’unica via di fuga, almeno per quelli come me, è “come sopravvivere”, senza “tradire” l’arte e la propria indole. Non il sistema mercantile, del quale non mi sono mai preoccupato, soprattutto in quegli anni 80, “strafottendomene” (scusa il termine un pò “aggressivo”, ma è la verità), altrimenti avrei agito da “furbastro” in tempi non sospetti, e avrei avuto anche la facoltà di farlo in quel di Milano, dove non mi mancava la possibilità di poterlo fare, con un invito esplicito da parte di chi mi stimava e conosceva il mio lavoro. Dovevo solo decidermi, ma non l’ho fatto (senza entrare nei particolari). L’importante è essere se stessi, anche se a volte si pagano certe scelte, arrivando, anche se con un dubbio, ai soliti “rimpianti”.  Il “grande vuoto” che hai messo in risalto (grazie anche alla crisi economica), fa riflettere, e secondo me, ci troviamo già a conoscere una generazione asettica e acritica di artisti che inseguono esclusivamente un mercato, parallelamente alle mutazioni del linguaggio artistico legato all’era digitale. Non so se esserne “invidioso”, o meno, o addirittura “indignarmi”. Di sicuro, di questo passo, l’arte ne risentirà e (in un futuro prossimo, credo) avrà poco da raccontare. In assenza di contenuti, assisteremo ai soliti “deja vu” (e “deja fait”), dei corsi e ri-corsi, e alle solite azioni eclatanti per “meravigliare” chi ormai “non si meraviglia più”…

lunedì 16 settembre 2013

Erotismo (in progress)

"Il Bacio", 2012/2013, fotografia digitale e collage su tela, 137x98 cm. -Collezione privata (ISA)- Salerno (per la nascita di un Museo di Arte Erotica di Salerno). Opera presentata al 21° Congresso Mondiale di Sessuologia "Art. Sexualty and Inner World: Male Artists" - PORTO ALEGRE (Brasile) - (XXI Wolrd Congress of Sexology)

mercoledì 30 maggio 2012

Dalla serie “noir - still life”- work in progress dal 2002

“Invito al suicidio” 

Il titolo vuol essere intenzionalmente una provocazione, verso i potenziali cittadini che meditano di suicidarsi, nella citazione del filosofo tedesco Philipp Batz-Mainländer, che nel suicidio trovò la sublimazione del suo pensiero, con la sua opera “Filosofia della Redenzione”, basata sul principio secondo cui "il non essere è preferibile all'essere", e che perciò “il mondo non è che una nostra rappresentazione”. La similitudine è con Schopenhauer, che ammirava moltissimo, solo che ad un certo punto il suo pensiero prende una svolta diversa, con risultati decisamente opposti al "pensiero schopenhaueriano", dove la cosa in se è “volontà di vita”,  concepita come forza cieca, universale, superindividuale, mentre in Mainländer  prevale la "volontà di morte" individuale, presente in tutti gli esseri, anticipando, in un certo senso l'impulso di morte freudiano.

A distanza di dieci anni, nell’epilogo, si suicidò anche la sorella, che lo aveva seguito nei suoi studi filosofici, raccogliendo i saggi lasciati dal fratello, pubblicandoli  nel 1886 come secondo volume della “Filosofia della Redenzione”.

Scrive Camus «Esiste per la filosofia un solo vero problema, ed è il problema del suicidio. C'è per la filosofia una sola vera domanda alla quale la filosofia stessa deve cercare di dare una risposta. La domanda è: "La vita vale la pena di essere vissuta oppure è il caso di non viverla?"».


Invito al suicidio”, 2012
fotografia digitale elaborata al computer (dalla serie “noir - still life”)

“Europe in Love: Il bacio”
(Kiss of Death)



Dal primo bacio della madre che da al proprio figlio appena nato, ad una lunga serie interminabile di baci nelle sue più svariate espressioni. Il bacio dell’amico, dell’amante, del traditore… il bacio di Giuda. Il bacio sulle mani, sulla fronte, sui piedi, sul collo, sulle guance, sulle spalle, sul naso, sulle orecchie, sugli occhi, sulle ciglia, sui capelli, sulle labbra, sulla bocca. Il bacio a bocca aperta. Il bacio a bocca chiusa. Un bacio lungo, un bacio corto. Il primo bacio non si scorda mai…il bacio “romantico” degli innamorati. Il bacio erotico eccitante, del desiderio più ardente e passionale, il bacio con la lingua che ti ammalia, che ti acchiappa, che ti inebria, ti droga, ti coinvolge, ti avvolge, ti sconvolge…il bacio “ingannatore”…un bacio del piacere che ti incanta, che ti schianta. Il bacio della morte che ti corteggia e ti sorride…il lungo bacio di una morte lenta e inesorabile, spietata…un bacio con i denti, vampiresco, satanico che ti succhia lentamente ammaliandoti, fino all’ultima goccia di sangue…Un bacio…il bacio che ti fa guardare negli occhi il nulla assoluto, con lo sguardo nel vuoto, dove il passato, il presente e il futuro si annullano.

Questa immagine nella sua diretta ed “elementare eloquenza”, non avrebbe bisogno di parole: la vittima…l’assassino, la morte, all’insegna di un decennio dell’euro, voluto dalla dittatura finanziaria mondiale, e in questo caso europea, parlando di casa nostra, mediante i loro interlocutori e servi (governi di ogni colore, svuotati di contenuti, di politica e di ogni senso di responsabilità e di lungimiranza nei confronti dei propri cittadini), che sta portando solo odio, violenza, povertà, tragedie e lutti nella grande maggioranza delle famiglie di una categoria sociale a rischio estinzione…a vantaggio di pochissimi potentati, di famiglie “elette” e di tutti quei capi di governo (cosiddetti “democratici”) allineati a un disegno criminoso della BCE, e dei gruppi GoldmanSachs, Bilderberg e della Trilateral Commission, che fa intravedere solo un lungo e buio tunnel con scenari apocalittici, prevedibili e imprevedibili…

Europe in Love:Il bacio (Kiss of Death), 2012 (dalla serie “noir - still life”)
fotografia digitale elaborata al computer - Quantità e dimensioni variabili

“art. 580 del Codice Penale italiano”

Senza mezzi termini, a seguito dei numerosi suicidi dal mese di gennaio 2012 a oggi, cito l’art. 580 del codice penale, in base, al quale molti cittadini stanno denunciando il capo dello stato, il presidente del consiglio e i deputati dei partiti di maggioranza relativa:
Chiunque determina altri al suicidio o rafforza l'altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l'esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, sempre che dal tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima. Le pene sono aumentate se la persona istigata o eccitata o aiutata si trova in una delle condizioni indicate nei numeri 1) e 2) dell'articolo precedente. Nondimeno, se la persona suddetta è minore degli anni quattordici o comunque è priva della capacità di intendere e di volere, si applicano le disposizioni relative all'omicidio”

art. 580 del Codice Penale della Legge  italiana”, 2012 (dalla serie “noir - still life”)
fotografia digitale elaborata al computer

“a doppio taglio…”

Si tratta di una scelta di armi classiche (la corda per impiccarsi; una pistola, un fucile da caccia, un coltello da cucina e un altro da caccia, una spada, ecc.), utilizzate in gran parte (nel nostro caso specifico), anche nella consuetudine dei suicidi, annoverando persino i barbiturici come arma letale per togliersi e/o togliere fisicamente la vita a qualcuno: “a doppio taglio” appunto. Un doppio taglio inteso come doppio uso.
Si tratta di una bella “collezione”, non c’è che dire, presentata volutamente nella sua ambiguità di messaggio e con l’uso consequenziale che se ne può fare, contro se stessi, ma anche contro gli altri…Un modo per riflettere, per stimolare, per arginare e per tentare di riportare alla ragione coloro che per un motivo o per un altro, stanno decidendo di suicidarsi e di farla finita.

a doppio taglio…”, 2012 (dalla serie “noir - still life”)
fotografia digitale elaborata al computer

“il presente…il futuro…”

Nella realtà dei fatti…

il presente…il futuro…”, 2012 (dalla serie “noir - still life”)
fotografia digitale elaborata al computer

“bisogna investire…Italy 2012”

"Bisogna investire", ha detto il presidente del consiglio prima dell'estate del 2012. Certo, ma in pompe funebri, l’unica industria che sta avendo incentivi extra, con l'escalation dei suicidi per motivi economici, nella desolazione di una crisi creata dagli stessi estorsori (la lobby bancaria), in inglese “RACKETEERS”…

bisogna investire…Italy 2012”, 2012 (dalla serie “noir - still life”)
 fotografia digitale elaborata al computer


“crescita e sviluppo…Italy 2012”

Crescita e sviluppo, altre parole che si sentono spesso pronunciare da chi si trova abusivamente a governare l’Italia, con il beneplacido del presidente della repubblica e senza esitare, con la scusa dell’emergenza, con una politica anti-sociale, dettata dalla Troika, di andare contro la costituzione italiana e contro il codice penale della nostra nazione…
Nella conseguenza di questa follia criminale, per i cittadini italiani, ce n’è per tutti i gusti, per conservare le proprie ceneri…

crescita e sviluppo…Italy 2012”, 2012 (dalla serie “noir - still life”)
fotografia digitale elaborata al computer











Link di una mostra on line, a invito aperto, a sfondo scoiale, sulla realtà tragica attuale:
http://www.calameo.com/read/001061644c01b332112a9


lunedì 26 marzo 2012

Video




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"Come sto", 2012, durata 2',36" 
Un ambiente bianco, asettico. Un piatto da leccare dopo un presunto pasto. Gli unici colori: il legno naturale del tavolo...la guarnizione del tappo di una bottiglia vuota, un orologio da polso...e gli occhiali scuri color marrone...Felice Anno Nuovo! 

video
"numero 0", 2012durata 10'.27"
In attesa…nel deserto e nel silenzio assordante della natura - Masseria Moles di Tolve, 12/13 maggio 2012

video
"Beati i primi...saranno gli ultimi", 2012, durata 50"
Per il Festival "TGV IN 50 SECONDI "
 in occasione di "Marseille-Provence 2013, Capitale Européenne de la Culture

Fotografia per il video "Beati i primi...saranno gli ultimi", 2012   
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"LUCE!...LUCE!", 2007 - durata 59"
59° anniversario della prima Repubblica Italiana (1948-2007), 
presentato al "59 seconds International Video Festival"
a cura di Irina Danilova & Hiram Levy

video
"Angelo Riviello & David Bowie", 2006, durata 59"
nascita nello stesso giorno, stesso mese, stesso anno: 59 anni in 59 secondi
per il "59 seconds International Video Festival
a cura di Irina Danilova & Hiram Levy


lunedì 20 giugno 2011

Fotogrammi da film 8 mm. e super 8 - Video stills (in costruzione - under costruction)

"Angelo Riviello Moscato & Michela Rocca Uccellini ", 1975, film 8 mm. trasferito in digitale, 2009 - n. 6 fotogrammi

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"Quando l'immagine non ti è chiara ", 1975, film 8 mm. trasferito in digitale, 2007 - n. 2 fotogrammi

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"Esorcismo 14 febbraio  Sant'Antonino", 1975, film super 8 colore trasferito in digitale 2007, n. 2 fotogrammi

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"La Bambola ", 1976-77, film super 8 colore trasferito in digitale 2007, n. 3 fotogrammi

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"La Casa ", 1976-77, film super 8 colore trasferito in digitale 2008, n. 3 fotogrammi

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"Margherita und Gelsomino ",1978, film super 8 colore, riversato in video VHS 1996, trasferito in digitale, 2006, n. 2 fotogrammi
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mercoledì 25 maggio 2011

Anni 2000 - Laboratorio site specific a cura di Cataldo Colella




"Dov'è Regina ? - I Graziati di S. Antonino ", 2009 - 
fotografia digitale su tela rembrandt, 88x74 cm. (particolare di video-installazione fotografica)


"Dov'è Regina? - La Colonna degli ossessi e i graziati ", 2009 -
 fotografia digitale su dibond - 110x230 cm. (particolare di video-installazione fotografica


"Dov'è Regina? - I Graziati e l'acqua santa ", 2009 - 
fotografia digitale su forex - 50X50 cm. (particolare di video-installazione fotografica)


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